Roberta Ferrigato

biologa nutrizionista

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Alimentazione in presenza
di patologie accertate dal medico
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La Nutrizione

Clinica

La Nutrizione Clinica è una specialità dell’area sanitaria finalizzata al mantenimento o al raggiungimento di un adeguato stato di nutrizione del paziente attraverso interventi preventivi, diagnostici e terapeutici. Lo stato di nutrizione può influire sull’ andamento, sulla prevalenza di complicanze e sulla prognosi di molte patologie e viene variamente compromesso in corso di malattie. L’ intervento di nutrizione clinica si esplica prevalentemente in due ambiti:

 

  1. prevenzione e/o terapia della malnutrizione derivante dallo stato di malattia;
  2. prevenzione e/o terapia delle patologie in cui il regime alimentare gioca un ruolo fondamentale

Di seguito

alcuni esempi

Di seguito alcuni esempi

 

  • Diabete di tipo 2

 

Quasi tre milioni, il 4,9% della popolazione italiana soffre di diabete. E’ una malattia in continua crescita: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i diabetici nel mondo, oggi più di 346 milioni, sono destinati a raddoppiare entro il 2030.

 

Il primo trattamento è farmacologico (insulina) per alcuni, ma per la maggior parte dei pazienti con diabete di tipo 2, un’ alimentazione ben bilanciata, con l’apporto di tutti i nutrienti, e con l’aggiunta di attività fisica, si è dimostrata terapeutica e in grado di mantenere sotto controllo il livello di zucchero nel sangue.

 

  • Ipertensione arteriosa

 

Secondo gli ultimi dati disponibili, in Italia l’ipertensione arteriosa colpisce in media circa il 30% delle persone e di queste più del 15% sarebbe ad alto rischio per lo sviluppo di patologie cardiovascolari o renali.

 

È ormai accertato che un corretto stile alimentare contribuisce in maniera importante al controllo e al mantenimento della pressione arteriosa nei limiti della norma, tanto che nelle forme più lievi e più responsive potrebbe rappresentare addirittura la sola terapia.

 

 

  • Sindrome dell’intestino irritabile

 

La Sindrome dell’intestino irritabile, comunemente ma impropriamente chiamata colite”, è definita come un insieme di disordini funzionali dell’intestino caratterizzati da dolore e/o fastidio addominale diffuso. Si tratta di una patologia molto frequente nella popolazione, che colpisce prevalentemente le donne. Un adeguato regime alimentare e la giusta assunzione di tutti i nutrienti dal punto di vista qualitativo e quantitativo, può ridurre la sintomatologia e evitare il rischio di malnutrizione.

 

 

  • IBD

 

Il termine IBD (malattia infiammatoria idiopatica intestinale) si riferisce a due malattie, la Colite Ulcerosa e il Morbo di Crohn, che ogni anno colpiscono circa 9 italiani su 100.000. Un regime alimentare equilibrato può aiutare a prevenire le carenze nutrizionali dovute alle 2 patologie, in particolare nei pazienti con morbo di Crohn. La causa delle malattie infiammatorie croniche intestinali non può essere ricercata esclusivamente nell’alimentazione; è vero però che alcuni alimenti possono scatenare una riacutizzazione o peggiorare la sintomatologia. Questi fattori scatenanti variano da un individuo all’altro e non esiste una dieta “magica” che funziona per tutti i pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali, ma, in linea di massima, un’alimentazione sana aiuterà a gestire meglio la malattia e ad attenuare gli effetti delle riacutizzazioni.

 

  • Reflusso gastroesofageo

 

Il reflusso gastroesofageo consiste nel rigurgito del contenuto gastrico all’interno del lume esofageo. Il sintomo più comune è il bruciore a livello dello stomaco o dietro lo sterno e ci possono anche essere sintomi aspecifici, come raucedine o tosse cronica. Esistono numerose cause di reflusso gastroesofageo. Il sovrappeso, soprattutto se caratterizzato da depositi di grasso addominale, può avere un ruolo importante perché tende a spingere il contenuto gastrico verso l’alto. Altre condizioni che possono contribuire alla malattia da reflusso sono rappresentate dal fumo di sigaretta, da alcune malattie neurologiche autoimmuni, dall’assunzione cronica di alcuni farmaci, dallo stress. Alcuni comportamenti e alimenti possono predisporre o aggravare la sintomatologia da reflusso, aumentando l’acidità gastrica e/o favorendo il rilascio dello sfintere esofageo inferiore.

 

  • Ipercolesterolemia

 

L’ipercolesterolemia è una condizione che negli ultimi 10 anni è in crescita in entrambi i sessi: interessa il 38% degli italiani contro il 24% del periodo tra 1998-2002.

Il colesterolo viene prodotto per circa l’80% dal nostro corpo e la quota rimanente viene assorbita dal cibo di origine animale che consumiamo.

Se tutto funziona in modo corretto, il nostro organismo mantiene il giusto equilibrio tra il colesterolo assunto e quello che produce. Tuttavia può capitare che questo equilibrio si incrini e si abbia ipercolesterolemia per molteplici cause legate alla genetica, all’alimentazione, a particolari malattie o a problemi endocrini, al fumo o ad una scarsa attività fisica.

Un’influenza importante nel controllo dei livelli di colesterolo plasmatico è svolto dalla dieta perché la correzione dello stile alimentare, nelle forme lievi, può rappresentare la sola terapia, ma anche in associazione con una terapia farmacologica adeguata, una corretta alimentazione può potenziare l’efficacia dei farmaci ipocolesterolemizzanti e permettere di ridurre la posologia e gli eventuali effetti collaterali.

 

  • Iperuricemia e gotta

 

La gotta torna a colpire nel nostro paese, a spese di circa 500 mila italiani. Un numero elevatissimo, ma destinato a crescere ancora secondo le stime della Società Italiana di Reumatologia, a causa di una mancata cultura della “buona alimentazione”. Le abitudini diffuse di consumare cibo veloce e spazzatura con la complicità anche della diffusione dell’insufficienza renale cronica, caratterizzata dall’aumento di acido urico, del diabete, dell’obesità e del progressivo invecchiamento della popolazione stanno facendo salire il numero di pazienti affetti da iperuricemia e gotta.

Seguire uno stile di vita sano e nutrirsi in modo corretto può ridurre il rischio di insorgenza della gotta e limitare la severità delle manifestazioni.

L’elenco

delle condizioni

L’elenco delle condizioni fisiologiche e patologie che possono trarre beneficio da un corretto stile di vita sono molte altre e negli anni, con le nuove ricerche scientifiche potrà allungarsi ulteriormente: per comprendere quale miglior piano alimentare seguire sarà sempre possibile contare su un aiuto prezioso: il biologo nutrizionista!

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