Roberta Ferrigato

biologa nutrizionista

La Prima Visita

Le tre fasi su cui si
basa la vostra prima
visita.
CHIEDI UN APPUNTAMENTO

LA FASE

DELL’ASCOLTO

Farò inizialmente molte domande per inquadrare chiaramente la situazione e capire le esigenze e i vostri obiettivi. Chiederò informazioni sull’anamnesi generale, patologica e fisiologica. Farò quindi domande sullo stile di vita, sul tipo di lavoro, sull’attività fisica svolta e sullo sport eventualmente praticato, su eventuali allergie, sui farmaci assunti, e sulle patologie accertate dal medico e sull’anamnesi familiare (indagando su eventuali patologie presenti tra parenti prossimi).

Indagherò anche la storia alimentare e dietetica (le abitudini alimentari, dove e con chi vengono consumati i pasti, chi cucina, cosa piace e cosa non piace, il tempo che può venir dedicato alla cucina ecc…).

LA FASE

DELLE MISURE

Eseguirò alcune misurazioni antropometriche e bioimpedenziometriche (utilizzando uno strumento chiamato BIVA Akern 101) per comprendere la composizione corporea di partenza.

FASE

DELLA STRATEGIA

Insieme analizzeremo la situazione di partenza e, tenendo presente gli obiettivi che ci siamo prefissati, metteremo a punto una strategia per ottenerli.

Dopo circa 1 settimana svilupperò un piano alimentare personalizzato che vi verrà spiegato nei dettagli e discusso insieme.

Ascolto

Misurazione

Strategia

IL PASSO SUCCESSIVO

La visita di controllo.

IL PIANO

ALIMENTARE

Il piano alimentare che preparerò dopo la prima visita è solo il punto di partenza che costituisce una base sulla quale poter lavorare insieme per ottimizzare il percorso e renderlo sempre più idoneo alle vostre esigenze e ai vostri obiettivi.

Gli incontri successivi hanno un ruolo fondamentale per proseguire il percorso di cambiamento iniziato con la prima visita.

 

CHIEDI UN PREVENTIVO

Durante la visita di controllo vengono nuovamente eseguite le misurazioni antropometriche e bioimpedenziometriche per vedere quantitativamente e qualitativamente i cambiamenti ottenuti. Verrà discussa la compliance del piano alimentare e superate eventuali criticità. In base al risultato ottenuto verrà proposto un nuovo piano alimentare o mantenuto quello già adottato.

LA MIA

STRUMENTAZIONE

BIVA 101 Arken

La Bioimpedenziometria vettoriale è uno dei metodi più precisi e rapidi per la valutazione della composizione corporea. E’ un esame di tipo bioelettrico, rapido e non invasivo. È una tecnica a modello multicompartimentale in quanto individua la massa grassa corporea e la massa non grassa corporea, suddivisa in massa corporea extracellulare e massa corporea cellulare e l’acqua totale.

La massa cellulare è la componente metabolicamente attiva (più ce n’è e più è alto il metabolismo). L’acqua extracellulare include il plasma, i fluidi interstiziali, l’acqua transcellulare, i tendini, il derma, il collagene, l’elastina e lo scheletro. L’ acqua extra cellulare espressa come percentuale dell’acqua totale, rappresenta il compartimento volumetricamente più rilevante dell’acqua extracellulare ed è lo spazio soggetto alle più rapide e significative variazioni.

Conoscere la composizione corporea è la base per mettere a punto un piano alimentare o di allenamento e per valutare i progressi, per chi vuole stare in salute, anche se normopeso, per chi vuole tornare in forma o per chi desidera migliorare la performance sportiva. E’ come fare una fotografia accurata della situazione alla prima visita e poi un’analisi precisa dei cambiamenti ottenuti nelle visite successive.

Il peso indicato dalla bilancia non ci fornisce informazioni sulla quantità di massa grassa e massa muscolare che abbiamo, né ci indica se siamo ben idratati o se siamo in una condizione di disidratazione o ritenzione idrica; la bioimpedenziometria, invece, ci dà informazioni su tutti questi aspetti.

 

Nastro misuratore per circonferenze Seca 201
Bilancia medica

 

Nastro misuratore per circonferenze Seca 201

 

Cervello ed empatia

 

Solo ascoltando, ragionando e utilizzando tutte le conoscenze acquisite è possibile ottenere i risultati voluti.

La Bioimpedenziometria si basa sul principio che le diverse tipologie di tessuto esprimono una conduttività elettrica specifica, tale da renderle riconoscibili. Tutte le strutture biologiche oppongono una forza al flusso di correnti continue o alternate che le attraversano, generando una impedenza. L’impedenza (Z), misurata dal bioimpedenziometro, dipende dalla resistenza (Rz) e dalla reattanza (Xc).

La resistenza è inversamente proporzionale alla quantità di fluidi corporei, mentre la Reattanza dipende essenzialmente dalla massa cellulare attiva.

Resistenza e Reattanza sono elaborati ed espressi attraverso due grafici: Biavector™ e Biagram™. Inoltre, con l’ultima versione del software, ho a disposizione anche i nuovi test Hydragram™, Nutrigram™ per la valutazione immediata dello stato idrico e nutrizionale del soggetto. L’interpretazione dei grafici è il vero potente strumento nelle mani del Biologo Nutrizionista al servizio del cliente.

Con l’analisi vettoriale abbiamo misure dirette, non stime derivate da algoritmi, ma valori reali, riportati su un grafico, validato clinicamente con oltre 20 anni di studi scientifici effettuati tutti esclusivamente con analizzatori Akern.

NEWSLETTER

Non perdere le mie ultime notizie riguardo il mondo della nutrizione, aggiornate ogni volta nella vostra casella email.

La
bioimpedenziometria
in ambito sportivo

Le misurazioni bioimpedenziometriche, sia negli sport di potenza che di resistenza, sono fondamentali per impostare una programmazione nutrizionale, per la programmazione di un corretto allenamento, per migliorare la scelta dei carichi di lavoro e dei tempi di recupero, e per controllare lo stato di idratazione (fondamentale per ottimizzare la performance sportiva).

Una leggera disidratazione, con una diminuzione del 4-5% dell’acqua extracellulare, può provocare considerevoli cali della performance sportiva, arrivando fino alla diminuzione dell’efficienza fisica del 20-30%.

Quando lo stato di idratazione extracellulare pre-gara o pre-allenamento è ottimale esiste un rischio minore di disidratazione, di eventi traumatici muscolari e una maggiore velocità di recupero delle condizioni fisiche ottimali.

La bioimpedenziometria vettoriale è un utile strumento anche per monitorare la supercompensazione.

La
bioimpedenziometria
nella pratica
nutrizionale
e nel
dimagrimento

La bilancia da sola dice solo quanti Kg stiamo perdendo o di quanto stiamo aumentando, non ci dice nulla su come stia cambiando la composizione corporea.

Solo la bioimpedenziometria vettoriale può, con estrema precisione, rivelare se un calo ponderale è sempre sinonimo di una diminuzione di grasso, o solo di acqua e massa muscolare.

Una dieta ben strutturata permette che la perdita di peso non sia a carico della massa tissutale attiva ma esclusivamente a carico della massa grassa, per non compromettere lo stato nutrizionale ed evitare che l’organismo, come difesa, recuperi in breve tempo il peso perso a causa di un abbassamento del metabolismo basale (è la massa cellulare quella che consuma energia!).

La
bioimpedenziometria
e i DCA

L’utilizzo della bioimpedenziometria in pazienti sottopeso è un utile strumento per distinguere i soggetti “magri” finalizzati ad una performance, allo sport, come ad esempio le ginnaste d’élite e sub élite, rispetto a “magri” affetti da DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare), stimando la massa e struttura.

L’analisi strumentale permette anche di monitorare a distanza di pochi giorni l’andamento di una terapia nutrizionale e quindi di valutare l’intervento più adeguato.

La
bioimpedenziometria
e la gravidanza

Le misurazioni della composizione corporea sono fondamentali per valutare lo stato nutrizionale durante la gravidanza, quando i vari compartimenti quali massa magra, massa cellulare, massa grassa e fluidi totali si modificano rapidamente.